giovedì 10 maggio 2012

Il circolo vizioso delle elezioni comunali

Si sono concluse le ennesime  consultazioni elettorali, e nonostante la crisi imperante a tutti i livelli, persiste la penosa abitudine, da parte dell'informazione locale, di curare le elezioni amministrative alla stessa maniera di un torneo sportivo a squadre, con tanto di "vittorie" e "sconfitte" riportate pedessiquamente dalla stampa sui blog locali. 
Tali notizie vengono altresì commentate enfaticamente sulla carta straccia locale, su cui entusisasti scribacchini si esercitano a tratteggiare l'andamento ciclico della politica locale: con sconfitti e perdenti in bella vista.  E' uno spettacolo davvero ripugnante: guardare poveri cristi che si scannano a vicenda per una coscia di pollo arrosto da gustare attovagliati al desco del vincitore è una cosa che mi fa letteralmente vomitare.

"Finisce 14 a 3 per il centrosinistra sul centrodestra la seconda tornata dei ballottaggi per le comunali".  Oppure, vado a memoria:"... il primo cittadino uscente ha vita facile contro  gli sfidanti ... Pinco Pallino è mister preferenze... mentre "Tizio" strappa l'ultimo posto a "Caio".
Quando poi si tratta di entrare nel dettagli, il gioco si fa più sporco. 
Luridi imbrattacarte scadono nella beffa e, avvalendosi di una platea virtuale complice nel mettere alla berlina il perdente, vi si scagliano contro con sadica gioia,  per poi infine risalire tronfi sul carro del vincitore.  
A livello più ampio, invece, si parla più genericamente di città "strappate" e di città "tenute" dall'una e dall'altra fazione. Sembra quasi di essere ritornati nel Medioevo, ai tempi del feudalesimo, quando i Visconti di Milano persero alla Serenissima le città di Brescia e Bergamo, oppure quando i Borbone strapparono ai Farnese il granducato di Parma, Piacenza e Guastalla. 
L'importante è tenere il popolo impegnato e distratto dai reali problemi, guelfi contro ghibellini, perdenti contro vincenti, juventini contro milanisti.
Con la differenza che, prima la battaglia andava combattuta realmente sul campo, e sul campo rimanevano i morti e i feriti, mentre adesso ciò che rimane sono la rabbia e la delusione.

Nel frattempo nessuno si domanda che cosa possa significare oggi fare il sindaco in una città italiana, ... e se davvero il fatto che abbia vinto una fazione piuttosto che l'altra possa fare ormai una qualunque differenza.
In un sistema ormai annegato nella corruzione, nel debito e nella maversaszione, assuefatto al furto legalizzato serve davvero a qualcosa eleggere un sindaco "diverso", una giunta "diversa", o persino - teoricamente, un giorno - un governo "diverso"?
Nessuno si domanda, ad esempio, a che cosa andrà incontro un personaggio come Pizzarotti - neo-eletto sindaco di Parma - che presto potrà assaporare sulla propria pelle l'amara differenza fra l'idealismo dei principi e la dura realtà delle cose. E' bello "essere contro" gli inceneritori, ma quando vai a scontrarti con la mafia del riciclaggio dei rifiuti che cosa accade? 
E' facile sparare a zero sui perdenti... ma cosa succede quando si tratta di governare e, soprattutto, di governare bene, senza mandare sul lastrico l'intera popolazione?
E' facile asfaltare strade ricorrendo al debito, al "Project financing" e a tutte quelle diavolerie di marca angolsassone, per poi lasciare che siano i posteri a pagarlo!
Sarebbe invece assai opportuno cercare altre strade per ripianare i buchi di bilancio oltre a quelli presenti nelle strade cittadine! 
Sarebbe necessario  attivarsi affinchè essa possa nascere e diffondersi la moneta locale, una cosa sperimentata persino negli USA e dove nemmeno la Fed ha potuto opporsi! 
Usare una moneta senza debito, almeno in situazioni circoscritte come quelle comunali.
Ma parlare di queste cose è come parlare dei marziani, per questo forse è più comodo continuare a parlare di calcio e di tifoserie che si scannano a vicenda. Per questo forse tutti continuano a percorrere la via infausta dell'illegalità diffusa e della piaggeria interessata. Per questo tutti sicuramente non fanno nulla di concreto per cambiare questo stramaledetto paese!.

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