La demonocrazia borghese, quella del parlamentarismo incolto ed improduttivo, è deceduta miseramente con la pubblicazione della missiva di Trichet al governo italiano. Un governo che alcuni italioti si beano di definire come l'espressione genuina dal popolo sovrano.Tutto il marciume liberal-borghese trapela dalle richieste del banchiere trichet: liberalizzare, mettere all'incanto il pubblico patrimonio, Privatizzare, salassare ulteriormente lavoratori e soprattutto pensionati. Questo, in estrema sintesi, il diktat vomitato dalle elite borghesi per mano di trichet.
Chi pensava fosse auspicabile un modello di convivenza sociale, nazionale, interclassista, deve oggi purtroppo ammettere che la battaglia è perduta. Anche la sbandierata triade di “Dio, Patria e famiglia" si è riovelata un utile passepartout per prendere per il cullo i gonzi, in chi crede ancora alla esistenza di una cosiddetta destra sociale. TUTTE squallide menzogne. C’è chi comanda e chi subisce. Nessuna alleanza è possibile. La “borghesia” esiste e si è impadronita del monopolio di tutti i mezzi di sussistenza nel senso più ampio della parola. La suola dello stivale di Bruxelles frantuma le costole dell’ egualitarismo. Draghi e Trichet non danno alternative. O sottoscrivere il contratto o morire. Abbiamo solo il diritto di scegliere l’ arma che ci ucciderà: Viva il libero Occidente, che condanna a morte i suoi sudditi! Chi avrà ancora il coraggio di scendere in piazza per la libera stampa di Berlusconi, De Benedetti ed RCS? Chi piangerà per la magistratura conculcata dal feroce satrapo di Arcore? Chi avrà voglia di applaudire “il Presidente degli italiani che difende la Costituzione”? Vogliamo riscoprire il senso vero della storia o baloccarci con il trionfo della libertà? “Pagano sempre gli stessi”, bofonchiamo al bar. E chi dovrebbe pagare, di grazia, sotto una dittaura borghese? O il termine è troppo vetero, troppo antico, ingiustificato? Volete che paghino i ricchi? Regola numero uno: Uno stato creato da ricchi per i ricchi rincoglionisce tutti con un umanesimo di facciata, con i pistolotti sulla libertà individuale, ma si tiene stretti i soldi. Fine della lezione. La lettera della BCE è il disvelamento della verità borghese. Non hanno più bisogno di edulcorare la sopraffazione. Nessun teatrino. Come i banditi di strada, ci ingiungono “O la borsa o la vita”. Ma la borsa è fasulla, i soldi sono carta straccia e la tipografia è proprietà privata. Non c’è altra possibilità: Riprendiamoci la vita, riprendiamoci la Storia.
Nessun commento:
Posta un commento