
Chissà se Grillo ha avuto modo di visionare l’ultimo film di Steven Spielberg, “Lincoln” Se l’ ha fatto, sarà sobbalzato sulla sedia, vedendo il presidente degli Stati Uniti comprare il voto di alcuni deputati dell’opposizione, per garantire, nel Congresso, l’approvazione del disegno di legge per l’ abolizione della schiavitù. Immaginiamo i travasi di bile del leader Cinque stelle, assistendo alle manovre di Lincoln, per ritardare l’incontro con la delegazione sudista, incaricata di chiedere la pace e sancire la fine del conflitto contro il Nord (una carneficina da oltre 90.000 morti, in quattro anni), allo scopo di mettere sotto pressione i deputati con il seggio elettorale nella Confederazione e guadagnarsi il loro voto favorevole in aula. Non sarà risultato, agli occhi di Grillo, un enorme ipocrita questo Presidente americano, che sacrifica, sui campi di battaglia, più di una generazione, ma cerca in tutti modi di impedire al figlio di partecipare alla carneficina, eludendo continuamente la sua richiesta di partire per il fronte? Oggi, Lincoln figurerebbe tra i membri della Casta, non c’è dubbio. Un politico di professione, senza morale, seguace del principio che “il fine giustifica i mezzi”. Ma qual è il nuovo politico che Grillo impersona? Chi sono i grillini? Sono dei quaccheri, dei puritani radicali. Come gli adepti della setta cristiana, fondata, in America, nel XVII secolo, da George Fox, i seguaci di Grillo non rispettano l’ordine costituito (che rifiutano in toto), hanno un atteggiamento quietistico, alieno alla violenza, ma irrispettoso delle esteriorità e delle convenzioni sociali su cui si regge il governo parlamentare, e si dicono pronti a resistere alle persecuzioni, con spirito di martirio. Come i loro correligionari, i grillini rigettano la guerra in tutte le sue manifestazioni e la lotta di classe. La loro forza interclassista nasce proprio dall’ essere non un movimento poltico di parte, ma una “religione” onnicomprensiva. Tutti possono essere grillini, purché accettino il verbo di Casaleggio e Grillo e non lo modifichino, non pecchino cioè di eresia, o peggio lo rinneghino, cadendo nell’ apostasia. “So già che il 12% di voi mi tradirà” ha dichiarato Grillo, rivolgendosi ai suoi fedeli, con accenti messianici. La storia della salvezza contempla e accetta la presenza di Giuda. Per i grillini è importante una condotta illuminata dalla semplicità e dalla santità in tutte le sfere della vita. Puri in un mondo d’ impuri: questo il sentimento che li anima. Eversivi non violenti. Ma dove porta il quaccherismo, in una crisi che vede la ricchezza del 10% dei nuclei più ricchi della popolazione italiana accrescersi di oltre il 2% (quasi il 46% del totale) ed i redditi operai inabissarsi? Come rilanciare il sistema produttivo italiano, che ha perso i settori agro-alimentare, informatico, chimico, siderurgico e automobilistico? Come si aumenta l’ occupazione, in un Paese dove il 25% dei giovani tra i 18 ed i 29 anni non studia e non cerca lavoro? Cosa faremo dei quarantenni e dei cinquantenni, con bassa professionalità, che sono o saranno licenziati? Come si combatte il ritardo economico del meridione? Come recuperare l’ evasione fiscale, traino occulto della piccola e media impresa? Domande, forse, troppo terrene per i diafani grillini. Rino Formica, socialista della Prima Repubblica, ebbe a dire che “La politica è sangue e merda”. E’ l’ impasto degli uomini. E’ il regno mondano per eccellenza. E’ quanto di più lontano da un “bit” senza peso.
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