Nell’Italia post democristiana, dove la morale comune è stata rivoltata come un calzino ed i comportamenti pubblici sono forieri di reati penali, accade questo: l' amministratore delegato della FIAT si lamenta della inciviltà legale che ci sarebbe nel nostro Paese. Sicuramente, se dovessimo elencare tutte le inciviltà legali che, a ridosso del dopoguerra sono state inflitte al nostro paese, non basterebbe un articolo e nemmeno un libro! Ora, circa l’ inciviltà legale e regolamentare di un Paese, che, invero, ha l’unico torto di non permettergli di fare (almeno completamente..) ciò che il portafoglio degli azionisti FIAT suggerisce, ossia: licenziare 19 operai, perché altrettanti ne devono rientrare a seguito di una sentenza di un tribunale della Repubblica, non ha nulla a che vedere con la libertà d’ impresa.
L’ iniziativa dell’ AD FIAT rientra nella categoria dell’ “esproprio proprietario”. Radicalismo, estremizzazione del ruolo padronale, che confisca diritti individuali e collettivi, in nome dell’ egemonia di classe. E’ il ribaltamento delle logiche del conflitto extraparlamentare degli anni ’70. I lavoratori si appellano ai magistrati, ai politici ed alla legge, come gli imprenditori di allora, mentre i padroni negano qualunque valore al diritto, perché considerano superiori (e più che legittimi) i loro interessi economici. Fa effetto immaginare Marchionne con il foulard sul viso ed una molotov in mano, ma è esattamente quello che sta avvenendo nel ceto imprenditoriale italiano. Voglia di seguire il proprio istinto animale di comando e di ricerca del profitto, ponendosi sul terreno di uno scontro permanente, “perché il Capitale vincerà”. E’ una battaglia ideologica, ed il rischio, per la polveriera italiana,che registra una disoccupazione ed un livello di ineguaglianza economica crescenti, è che i lavoratori cessino di porsi ancora sul piano del confronto legale. Con quali conseguenze, è facilmente immaginabile. Se la politica, agonizzante nel deserto dell’ astensionismo siciliano, desiderasse recuperare prestigio, questa sarebbe un’ occasione di intervento da non sciupare.

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